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Un forte legame e una fragile fune: problemi adolescenziali e ruolo genitoriale

Terapia Familiare

Sono numerosi i cambiamenti che investono gli adolescenti durante questo delicato periodo della loro vita e le trasformazioni percepibili sulla sfera fisica rappresentano soltanto un piccolo frammento di quella crescente evoluzione che a un certo punto si rende innegabile. Lo sviluppo sessuale e i cambiamenti visibili, che lo precedono e si susseguono, divengono metafora di un progetto più ampio che coinvolge l’intera persona, ma anche l’intero sistema familiare che in tempi molto rapidi, deve adattarsi a nuovi equilibri per favorire un sano processo di svincolo; questo non va inteso come una minacciosa separazione ma come una rassicurante evoluzione di un nuovo modo di testimoniare appartenenza, rispetto e legame.

Gli aspetti relazionali, che fino ad allora erano caratterizzati da un’unione molto forte e orientati da un mondo di valori stabili e certi, si manifestano come precari e fragili; le regole della famiglia, fino ad allora pressoché indiscusse, trovano impulsi nuovi nel dirigersi, in quel processo di differenziazione dal proprio nucleo di appartenenza, verso nuovi modelli e nuove realtà e il legame con il gruppo dei pari viene investito da un’energia nuova e da bisogni crescenti. La contestazione delle norme familiari e più in generale del mondo adulto, diventano argomento di smarrimento per molti genitori, tanto che si parla di problemi adolescenziali, connotando questa fase del ciclo vitale come una sorta di malanno dal quale si spera di rinsavire presto.

In questa fase del ciclo vitale della famiglia i coniugi fanno i conti con il tempo che è trascorso e con la loro crisi di mezza età sancita e sottolineata dall’adolescenza della prole.

Nella mia attività professionale l’incontro tra psicologo e adolescenti è molto frequente sia in modo diretto, ossia lavorando con questa fascia di età e sia indirettamente, con un percorso di psicoterapia familiare o sulla coppia genitoriale. Solitamente sono i genitori che si rivolgono ad uno psicoterapeuta per le difficoltà incontrate nel rapporto con i propri figli e conseguentemente per la difficoltà di adottare nuove strategie educative. Altre volte e questo spesso accade, all’interno di quei preziosi presidi specialistici scolastici, sono i ragazzi che esprimono il bisogno di incontrare uno psicologo per affrontare alcuni dei turbamenti che si vivono.

Quello che riscontro nei percorsi con i ragazzi di questa fascia di età è la confusione rispetto a ciò che gli sta accadendo, la difficoltà a regolare i nuovi impulsi e numerosi problemi nella comunicazione e nella relazione sia con i propri genitori e sia con il gruppo dei pari.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle difficoltà genitoriali nel far fronte ai cambiamenti richiesti dalla nuova situazione, faticando a riconoscere il mutante ruolo del proprio figlio adolescente, in alcuni casi sottostimando la propria crescita e in altri sovrastimandola, dimenticando o sminuendo a sé stessi le difficoltà incontrate durante la propria adolescenza.

In ogni caso, in questo periodo i figli appaiono, sotto molti aspetti, irriconoscibili e i coniugi sobbarcati dalle loro responsabilità e spesso dai loro sensi di colpa, alimentati dal trascorrere molto tempo fuori di casa a garantire una solidità economica, hanno difficoltà a dosare divieti e concessioni in relazione alle contraddittorie richieste adolescenziali. Infatti molti dei problemi di relazione con i figli originano dall’ignorare quanto i ragazzi mettano alla prova la loro capacità di contenerli, chiedendo grande libertà mentre, profondamente, sperano che qualcuno possa frenare adeguatamente le loro esagerazioni. Il paradosso sembra caratterizzare il rapporto generazionale che diventa sempre più sofferto e la solidità delle certezze precedenti cede il passo all’indeterminata confusione sfilacciando progressivamente un legame un tempo indiscutibile.

Giada 17 anni, era soffocata dalle apprensioni dei propri genitori i quali in terapia si riferivano a lei come la nostra piccola bambina...

Giovanni 15 anni, era disorientato dall’incoerente permissivismo familiare...

Filippo 20 anni, appariva schiacciato dalla responsabilità di tenere insieme i propri genitori...

Francesca 16 anni, era molto provocatoria e aveva rotto gli argini di un’educazione troppo rigida e distante dai propri bisogni...

La lista potrebbe allungarsi e variegarsi enormemente ma questo è poco importante...ciò che conta è il rammentarsi di rivolgersi, tempestivamente, ad uno psicologo per i problemi adolescenziali consapevoli che rappresenta una grande risorsa e opportunità per tutta la famiglia, come è stato nel caso di Giada, di Giovanni, di Filippo, di Francesca e di molti altri, che per varie ragioni sono approdati nel mio studio, o in quello di qualche collega e hanno intrapreso un percorso di psicoterapia o una semplice consultazione specialistica.


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Dott. Carlo E. Livraghi Psicologo Psicoterapeuta e Psicoterapeuta emdr
Arezzo, Lecce e Perugia

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Iscritto all'Albo Regione Puglia, sezione A 1570
Laurea In Psicologia indirizzo Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni
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